Territorio

Il territorio di San Donato in Poggio è racchiuso in quella porzione del Chianti Classico, ricompresa all’interno dei confini del Comune fiorentino di Barberino Tavarnelle, che rappresenta il versante più occidentale del Consorzio vitivinicolo più antico del mondo.

Vista sui vigneti di San Donato

Geologia

“La geologia di questa zona è piuttosto varia ma al tempo stesso condivide una comune orogenesi. Il sollevamento delle colline del Chianti, dovuto essenzialmente alla spinta verso l’alto da parte della piattaforma ligure infiltratasi da nord ovest sotto la piattaforma toscana, è particolarmente evidente in questa zona che si trova proprio nel punto di contatto delle due piattaforme.

La successiva naturale azione delle frane di pendio i cui detriti, nel processo di sollevamento, sono scivolati e stratificati negli adiacenti bacini marini, ha formato delle masse di sedimenti tra cui tipici il “Flysch” (una successione alternata e friabile di più tipi litologici, assai specifica di questa area) ed il “Galestro” (scisti argillosi policromi).

Qua e là affiorano calcari marnosi più compatti (Alberese, tipico della piattaforma toscana) alternati a volte a sabbie e arenarie stratificate. È interessante notare come lo scorrimento delle due piattaforme ha determinato nella superficie di contatto la formazione di argille blu che impediscono la perdita di acqua negli strati profondi creando una disponibilità naturale molto utile in stagioni siccitose evitando un eccesso di stress idrico. Talvolta lo strato argilloso affiora in vene superficiali che danno origini a sorgenti alimentate tutto l’anno.”

Clima

“Delimitata ad est da colline che si elevano, al confine con Castellina in Chianti verso sud, fin oltre i 600 mt. creando un arco in direzione sud-ovest, il territorio su cui insistono le aziende dell’Associazione dei Viticoltori di San Donato in Poggio viene così ben definito e circoscritto nei suoi confini con il resto della denominazione. Questa sorta d’abbraccio racchiude un territorio dove i venti di maestrale (che giungono dal mar Tirreno attraverso il corridoio naturale del Monte Serra, a nord-ovest, tra Pisa e Lucca) ne influenzano in modo determinante il clima.

Rispetto alle vallate interne del Chianti Classico, gli inverni sono infatti più miti e le estati più fresche e ventilate, così che in primavera le vigne germogliano generalmente con un leggero anticipo, mentre le maturazioni tendono ad essere più lente e le raccolte tardive. Il risultato sono vini di grande finezza ed eleganza con tannini più morbidi ed un’acidità equilibrata.

Testimoni del clima tendenzialmente mediterraneo di questi territori sono anche i boschi, dove crescono spontanei il cipresso selvatico e la macchia di erica arborea, lauro e corbezzolo.”